45 ragazze scappate sono state rapite di nuovo

L’Huffington Post riporta che 45 delle 63 ragazze riuscite a scappare, sono state prese nuovamente dai Boko Haram mentre erano in fuga nella foresta.

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Alessandro Di Battista ci dice che Boko Haram è colpa nostra

Se volete ascoltate tutto il video, altrimenti Vi rimandiamo al minuto 4:26.

Questioni dolorose per molte persone, trattate con superficialità e toni giustificatori che non hanno ragione di esistere.

Perché nessun odio verso l’Occidente giustifica l’immensa ferita di quelle famiglie che si sono viste privare delle loro figlie.

Noi siamo vicine alle vittime e ai loro cari.

#Bringbackourgirls

LEADER DI UNA CELLULA DI BOKO HARAM ARRESTATO

26dd8-imageCome risulta da numerose agenzie, sembrerebbe che uno dei leader di Boko Haram sia stato arrestato dopo l’esplosione di una bomba nel mercato di Maiduguri. L’esplosione avrebbe provocato almeno quindici morti, ma le notizie risultano ancora imprecise e frammentarie.

Non conosciamo ancora il nome dell’arrestato, né abbiamo notizie precise a questo riguardo, tranne che si tratterebbe di un uomo d’affari che si occupa di commercio e che ha partecipato all’organizzazione del rapimento delle 200 ragazze questo Aprile.

Vi terremo aggiornati non appena ci saranno informazioni più approfondite. Per il momento sembra che oltre al sospettato leader della cellula di Boko Haram, siano state arrestate anche delle donne membri di Boko Haram.

 

#Bringbackourgirls

 

Adokiye, una cantante Nigeriana intervistata a Showtime ha detto:

“Sono le 11 di sera, e sapete a cosa penso? Quellepiccole ragazze, dove sono e cosa gli potrebbe accadere. E’ semplicemente ingiusto. Vorrei potermi offrire in scambio”.

Quando le è stato ricordato che le ragazze potrebbero essere utilizzate come schiave del sesso ha risposto “Loro hanno tra i 12 e i 15 anni per Cristo. Io sono più grande e ho più esperienza. Anche se 10-12 uomini mi prendessero ogni notte non m’importerebbe. Voglio solo che queste ragazze siano rilasciate e possano tornare dai loro genitori.”

 

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Commissione sull’Aministia

Dopo la richiesta di scambio delle ragazze con dei prigionieri Boko Haram, il Presidente Goodluck ha constituito una Commissione sull’Amnestia.

Com’è comprensibile, la richiesta di liberare i prigionieri del gruppo terroristico ha destato pareri divergenti. Da un lato, chi ha interesse a liberare le ragazze a qualsiasi costo. Dall’altro lato siede però chi si domanda che effetti avrebbe un’amnestia: i Boko Haram hanno ucciso migliaia di persone in una guerra senza senso, hanno distrutto migliaia di famiglie. Liberarli non sarebbe solo un precedente pericolossissimo, ma vorrebbe anche dire lasciare i loro crimini impuniti.

 

Quattro studentesse liberate

Mr. Bana Lawan, del Chibok Local government Council, ha dichiarato che altre 4 ragazze sono state liberate. Secondo le prime indiscrezioni sono state rilasciate perchè ammalatesi.

Sale quindi a 57 il numero ufficiale delle ragazze non più in mano ai Boko Haram.

Fonte: allafrica.com

Nuove trattative. Verso il rilascio?

f86c2-immagineAl Jazeera riporta che l’ex presidente Nigeriano Olusegun Obasanjo si è incontrato con esponenti dei Boko Haram per trattare il rilascio delle studentesse, scomparse ormai più di un mese fa. Tuttavia, non è chiaro se abbia avuto un mandato ufficiale per condurre la trattativa, anche perchè non è in ottimi rapporti con il Presidente Goodluck. Il suo scopo è di liberare le ragazze senza far ricorso alla forza, facendo lo scambio ragazze-prigionieri che hanno richiesto i fondamentalisti islamici. Inoltre Air Chief Marshal Alex Badeh, il capo dello staff della Difesa, ha dichiarato che sono riusciti a localizzare le ragazze, ma gli Stati Uniti non hanno informazioni indipendenti e sono sospettosi sulla veridicità di queste affermazioni. La Casa Bianca sta cercando di localizzarle utilizzando droni e aerei spia, oltre il contingente di militari già mandato sul posto. Il Camerun ha dislocato circa 3000 uomini per sorvegliare i confini con la Nigeria.

Obama invia truppe statunitensi in Chad

 

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Col passare dei giorni l’attenzione mediatica verso la vicenda è scemata, complice il fatto che non ci sono state novità.

Tuttavia, Mercoledì 21 il Presidente degli Stati Uniti Obama ha annunciato che 80 militari statunitensi sono stati mandati in Chad, al confine con la Nigeria, alla ricerca delle ragazze scomparse.

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