boko haram

45 ragazze scappate sono state rapite di nuovo

L’Huffington Post riporta che 45 delle 63 ragazze riuscite a scappare, sono state prese nuovamente dai Boko Haram mentre erano in fuga nella foresta.

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Adokiye, una cantante Nigeriana intervistata a Showtime ha detto:

“Sono le 11 di sera, e sapete a cosa penso? Quellepiccole ragazze, dove sono e cosa gli potrebbe accadere. E’ semplicemente ingiusto. Vorrei potermi offrire in scambio”.

Quando le è stato ricordato che le ragazze potrebbero essere utilizzate come schiave del sesso ha risposto “Loro hanno tra i 12 e i 15 anni per Cristo. Io sono più grande e ho più esperienza. Anche se 10-12 uomini mi prendessero ogni notte non m’importerebbe. Voglio solo che queste ragazze siano rilasciate e possano tornare dai loro genitori.”

 

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Commissione sull’Aministia

Dopo la richiesta di scambio delle ragazze con dei prigionieri Boko Haram, il Presidente Goodluck ha constituito una Commissione sull’Amnestia.

Com’è comprensibile, la richiesta di liberare i prigionieri del gruppo terroristico ha destato pareri divergenti. Da un lato, chi ha interesse a liberare le ragazze a qualsiasi costo. Dall’altro lato siede però chi si domanda che effetti avrebbe un’amnestia: i Boko Haram hanno ucciso migliaia di persone in una guerra senza senso, hanno distrutto migliaia di famiglie. Liberarli non sarebbe solo un precedente pericolossissimo, ma vorrebbe anche dire lasciare i loro crimini impuniti.

 

Quattro studentesse liberate

Mr. Bana Lawan, del Chibok Local government Council, ha dichiarato che altre 4 ragazze sono state liberate. Secondo le prime indiscrezioni sono state rilasciate perchè ammalatesi.

Sale quindi a 57 il numero ufficiale delle ragazze non più in mano ai Boko Haram.

Fonte: allafrica.com

Obama invia truppe statunitensi in Chad

 

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Col passare dei giorni l’attenzione mediatica verso la vicenda è scemata, complice il fatto che non ci sono state novità.

Tuttavia, Mercoledì 21 il Presidente degli Stati Uniti Obama ha annunciato che 80 militari statunitensi sono stati mandati in Chad, al confine con la Nigeria, alla ricerca delle ragazze scomparse.

#BRINGBACKOURGIRLS

 

Amnesty International accusa: le autorità sapevano del raid di Boko Haram nella scuola ma non hanno agito per impedirlo

Riportiamo il comunicato stampa di AMNESTY INTERNATIONAL DEL 9 MAGGIO 2014
Testimonianze inequivocabili raccolte da Amnesty International hanno rivelato che le forze di sicurezza nigeriane non hanno agito, nonostante un preavviso di almeno quattro ore, per impedire il raid di Boko haram nella scuola di Chibok in cui a metà aprile sono state rapite oltre 240 ragazze.

“Il fatto che le forze di sicurezza, pur sapendo dell’imminente raid e avendo quattro ore di tempo a disposizione, non abbiano preso immediate misure per fermarlo, non farà altro che aumentare l’indignazione nazionale e internazionale per l’orribile crimine in atto” – ha dichiarato Netsanet Belat, direttore di Amnesty International per l’Africa.

“Siamo di fronte a un’enorme abdicazione al dovere della Nigeria di proteggere la popolazione civile. Le autorità nigeriane devono ora usare tutti i mezzi legali a loro disposizione per assicurare l’incolume rilascio delle ragazze e garantire che in futuro non accada più niente del genere” – ha aggiunto Belat.

Secondo le varie fonti raccolte da Amnesty International, il quartier generale delle forze armate di Maiduguri era a conoscenza dell’imminente attacco dalle 19 del 14 aprile, quasi quattro ore prima che Boko haram iniziasse le operazioni.L’incapacità di radunare i soldati – a causa delle scarse risorse a disposizione e della paura di fronteggiare un gruppo armato meglio equipaggiato – ha fatto sì che quella notte non venissero inviati rinforzi a difendere la scuola di Chibok. 

Il piccolo contingente presente – 17 militari e qualche agente della polizia locale – ha cercato di respingere l’assalto di Boko haram ma è stato sopraffatto e costretto alla ritirata. Un soldato è rimasto ucciso.A più di tre settimane di distanza, la maggior parte delle ragazze rimane sequestrata in una località sconosciuta. I tentativi di ottenere il loro rilascio sono fin qui naufragati in un clima di sospetto e confusione.

Amnesty International continua a chiedere a Boko haram di rilasciare immediatamente, senza condizioni e sane e salve tutte le ragazze e cessare tutti gli attacchi contro la popolazione civile.

“Il sequestro e la continua prigionia delle ragazze costituiscono crimini di guerra, i cui responsabili devono essere portati di fronte alla giustizia. Gli attacchi alle scuole violano il diritto all’istruzione e devono essere fermati immediatamente” – ha concluso Belat.


#bringbackourgirls

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Le ragazze convertite all’Islam – nuovo video diffuso dai Boko Haram

I Boko Haram hanno diffuso un altro video. Questa volta si vedono le ragazze con l’abito tradizionale islamico khemar, un velo che copre fino ai fianchi, recitare il Corano.

Nel video si apprende inoltre che le studentesse cattoliche sono state obbligate a covertirsi all’Islam.

Secondo la BBC, il leader del gruppo Abubakar Shekau ha detto che le terrà in ostaggio finché non saranno liberati tutti i membri del gruppo Boko Haram imprigionati.  

#BringBackOurGirls

Punto di svolta?

The Nigerian Tribune, un quotidiano locale, riporta la versione di Shehu Sani, un ex-negoziatore dei Boko Haram.

Secondo lui il gruppo islamico vorrebbe scambiare le ragazze con dei compagni imprigionati. Il video in cui Abubakar Shekau, il leader dei Boko Haram, minaccia di vendere le studentesse come schiave, avrebbe in realtà lo scopo di mettere pressione sul governo e favorire lo scambio.

“Dalla mia conoscenza del gruppo, il fatto che lui abbia detto che le venderà, è una prova che questa situazione può essere risolta. Il gruppo molto probabilmente vuole mettere delle condizioni sul rilascio delle ragazze, come la liberazione di alcuni dei suoi prigionieri” ha dichiarato l’ex negoziatore.