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Adokiye, una cantante Nigeriana intervistata a Showtime ha detto:

“Sono le 11 di sera, e sapete a cosa penso? Quellepiccole ragazze, dove sono e cosa gli potrebbe accadere. E’ semplicemente ingiusto. Vorrei potermi offrire in scambio”.

Quando le è stato ricordato che le ragazze potrebbero essere utilizzate come schiave del sesso ha risposto “Loro hanno tra i 12 e i 15 anni per Cristo. Io sono più grande e ho più esperienza. Anche se 10-12 uomini mi prendessero ogni notte non m’importerebbe. Voglio solo che queste ragazze siano rilasciate e possano tornare dai loro genitori.”

 

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Commissione sull’Aministia

Dopo la richiesta di scambio delle ragazze con dei prigionieri Boko Haram, il Presidente Goodluck ha constituito una Commissione sull’Amnestia.

Com’è comprensibile, la richiesta di liberare i prigionieri del gruppo terroristico ha destato pareri divergenti. Da un lato, chi ha interesse a liberare le ragazze a qualsiasi costo. Dall’altro lato siede però chi si domanda che effetti avrebbe un’amnestia: i Boko Haram hanno ucciso migliaia di persone in una guerra senza senso, hanno distrutto migliaia di famiglie. Liberarli non sarebbe solo un precedente pericolossissimo, ma vorrebbe anche dire lasciare i loro crimini impuniti.

 

Quattro studentesse liberate

Mr. Bana Lawan, del Chibok Local government Council, ha dichiarato che altre 4 ragazze sono state liberate. Secondo le prime indiscrezioni sono state rilasciate perchè ammalatesi.

Sale quindi a 57 il numero ufficiale delle ragazze non più in mano ai Boko Haram.

Fonte: allafrica.com

Nuove trattative. Verso il rilascio?

f86c2-immagineAl Jazeera riporta che l’ex presidente Nigeriano Olusegun Obasanjo si è incontrato con esponenti dei Boko Haram per trattare il rilascio delle studentesse, scomparse ormai più di un mese fa. Tuttavia, non è chiaro se abbia avuto un mandato ufficiale per condurre la trattativa, anche perchè non è in ottimi rapporti con il Presidente Goodluck. Il suo scopo è di liberare le ragazze senza far ricorso alla forza, facendo lo scambio ragazze-prigionieri che hanno richiesto i fondamentalisti islamici. Inoltre Air Chief Marshal Alex Badeh, il capo dello staff della Difesa, ha dichiarato che sono riusciti a localizzare le ragazze, ma gli Stati Uniti non hanno informazioni indipendenti e sono sospettosi sulla veridicità di queste affermazioni. La Casa Bianca sta cercando di localizzarle utilizzando droni e aerei spia, oltre il contingente di militari già mandato sul posto. Il Camerun ha dislocato circa 3000 uomini per sorvegliare i confini con la Nigeria.

Obama invia truppe statunitensi in Chad

 

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Col passare dei giorni l’attenzione mediatica verso la vicenda è scemata, complice il fatto che non ci sono state novità.

Tuttavia, Mercoledì 21 il Presidente degli Stati Uniti Obama ha annunciato che 80 militari statunitensi sono stati mandati in Chad, al confine con la Nigeria, alla ricerca delle ragazze scomparse.

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Amnesty International accusa: le autorità sapevano del raid di Boko Haram nella scuola ma non hanno agito per impedirlo

Riportiamo il comunicato stampa di AMNESTY INTERNATIONAL DEL 9 MAGGIO 2014
Testimonianze inequivocabili raccolte da Amnesty International hanno rivelato che le forze di sicurezza nigeriane non hanno agito, nonostante un preavviso di almeno quattro ore, per impedire il raid di Boko haram nella scuola di Chibok in cui a metà aprile sono state rapite oltre 240 ragazze.

“Il fatto che le forze di sicurezza, pur sapendo dell’imminente raid e avendo quattro ore di tempo a disposizione, non abbiano preso immediate misure per fermarlo, non farà altro che aumentare l’indignazione nazionale e internazionale per l’orribile crimine in atto” – ha dichiarato Netsanet Belat, direttore di Amnesty International per l’Africa.

“Siamo di fronte a un’enorme abdicazione al dovere della Nigeria di proteggere la popolazione civile. Le autorità nigeriane devono ora usare tutti i mezzi legali a loro disposizione per assicurare l’incolume rilascio delle ragazze e garantire che in futuro non accada più niente del genere” – ha aggiunto Belat.

Secondo le varie fonti raccolte da Amnesty International, il quartier generale delle forze armate di Maiduguri era a conoscenza dell’imminente attacco dalle 19 del 14 aprile, quasi quattro ore prima che Boko haram iniziasse le operazioni.L’incapacità di radunare i soldati – a causa delle scarse risorse a disposizione e della paura di fronteggiare un gruppo armato meglio equipaggiato – ha fatto sì che quella notte non venissero inviati rinforzi a difendere la scuola di Chibok. 

Il piccolo contingente presente – 17 militari e qualche agente della polizia locale – ha cercato di respingere l’assalto di Boko haram ma è stato sopraffatto e costretto alla ritirata. Un soldato è rimasto ucciso.A più di tre settimane di distanza, la maggior parte delle ragazze rimane sequestrata in una località sconosciuta. I tentativi di ottenere il loro rilascio sono fin qui naufragati in un clima di sospetto e confusione.

Amnesty International continua a chiedere a Boko haram di rilasciare immediatamente, senza condizioni e sane e salve tutte le ragazze e cessare tutti gli attacchi contro la popolazione civile.

“Il sequestro e la continua prigionia delle ragazze costituiscono crimini di guerra, i cui responsabili devono essere portati di fronte alla giustizia. Gli attacchi alle scuole violano il diritto all’istruzione e devono essere fermati immediatamente” – ha concluso Belat.


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Le ragazze convertite all’Islam – nuovo video diffuso dai Boko Haram

I Boko Haram hanno diffuso un altro video. Questa volta si vedono le ragazze con l’abito tradizionale islamico khemar, un velo che copre fino ai fianchi, recitare il Corano.

Nel video si apprende inoltre che le studentesse cattoliche sono state obbligate a covertirsi all’Islam.

Secondo la BBC, il leader del gruppo Abubakar Shekau ha detto che le terrà in ostaggio finché non saranno liberati tutti i membri del gruppo Boko Haram imprigionati.  

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Il papa twitta e Michelle Obama promette aiuti: le ragazze nigeriane sono meno sole?

Uniamoci tutti nella preghiera per l’immediato rilascio delle liceali rapite in Nigeria è il tweet di papa Francesco con l’hashtag #bringbackourgirls, per le ragazze rapite in Nigeria. Le parole del papa fanno eco all’attenzione internazionale che in questi giorni sta avendo la questione. 
La First Lady americana Michelle Obama, promette aiuti concreti dagli Usa. La mogli del presidente ha ricordato che il caso nigeriano non è isolato e che nel mondo ci sono 65milioni di ragazze vittime di abusi di ogni genere.
Parole di appello anche dalla nostra presidente della Camera Laura Boldrini, che sottolinea come le bambine siano assimilabili alle nostre stesse figlie.
Rimaniamo nella speranza che la mobilitazione internazionale aiuti le ragazze a tornare presto a casa.

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