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Commissione sull’Aministia

Dopo la richiesta di scambio delle ragazze con dei prigionieri Boko Haram, il Presidente Goodluck ha constituito una Commissione sull’Amnestia.

Com’è comprensibile, la richiesta di liberare i prigionieri del gruppo terroristico ha destato pareri divergenti. Da un lato, chi ha interesse a liberare le ragazze a qualsiasi costo. Dall’altro lato siede però chi si domanda che effetti avrebbe un’amnestia: i Boko Haram hanno ucciso migliaia di persone in una guerra senza senso, hanno distrutto migliaia di famiglie. Liberarli non sarebbe solo un precedente pericolossissimo, ma vorrebbe anche dire lasciare i loro crimini impuniti.

 

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Amnesty International accusa: le autorità sapevano del raid di Boko Haram nella scuola ma non hanno agito per impedirlo

Riportiamo il comunicato stampa di AMNESTY INTERNATIONAL DEL 9 MAGGIO 2014
Testimonianze inequivocabili raccolte da Amnesty International hanno rivelato che le forze di sicurezza nigeriane non hanno agito, nonostante un preavviso di almeno quattro ore, per impedire il raid di Boko haram nella scuola di Chibok in cui a metà aprile sono state rapite oltre 240 ragazze.

“Il fatto che le forze di sicurezza, pur sapendo dell’imminente raid e avendo quattro ore di tempo a disposizione, non abbiano preso immediate misure per fermarlo, non farà altro che aumentare l’indignazione nazionale e internazionale per l’orribile crimine in atto” – ha dichiarato Netsanet Belat, direttore di Amnesty International per l’Africa.

“Siamo di fronte a un’enorme abdicazione al dovere della Nigeria di proteggere la popolazione civile. Le autorità nigeriane devono ora usare tutti i mezzi legali a loro disposizione per assicurare l’incolume rilascio delle ragazze e garantire che in futuro non accada più niente del genere” – ha aggiunto Belat.

Secondo le varie fonti raccolte da Amnesty International, il quartier generale delle forze armate di Maiduguri era a conoscenza dell’imminente attacco dalle 19 del 14 aprile, quasi quattro ore prima che Boko haram iniziasse le operazioni.L’incapacità di radunare i soldati – a causa delle scarse risorse a disposizione e della paura di fronteggiare un gruppo armato meglio equipaggiato – ha fatto sì che quella notte non venissero inviati rinforzi a difendere la scuola di Chibok. 

Il piccolo contingente presente – 17 militari e qualche agente della polizia locale – ha cercato di respingere l’assalto di Boko haram ma è stato sopraffatto e costretto alla ritirata. Un soldato è rimasto ucciso.A più di tre settimane di distanza, la maggior parte delle ragazze rimane sequestrata in una località sconosciuta. I tentativi di ottenere il loro rilascio sono fin qui naufragati in un clima di sospetto e confusione.

Amnesty International continua a chiedere a Boko haram di rilasciare immediatamente, senza condizioni e sane e salve tutte le ragazze e cessare tutti gli attacchi contro la popolazione civile.

“Il sequestro e la continua prigionia delle ragazze costituiscono crimini di guerra, i cui responsabili devono essere portati di fronte alla giustizia. Gli attacchi alle scuole violano il diritto all’istruzione e devono essere fermati immediatamente” – ha concluso Belat.


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Aggiornamento

Da un aggiornamento recente sembra che le ragazze rapite questa volta siano 11 e non 8, come indicato in precedenza.
Lo ha precisato oggi un responsabile locale, specificando che 8 ragazze sono state catturate in una località e tre in un villaggio vicino. In totale sono oltre 200 le liceali sequestrate: Boko Haram ha rivendicato l’azione come un ‘castigo’ per l’istruzione “di tipo occidentale” impartito alle giovani studentesse.

 Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, e’ “profondamente preoccupato” per la sorte delle studentesse recentemente rapite in Nigeria. Attraverso il suo portavoce, Ban afferma di condividere l’angoscia delle famiglie delle giovani e del popolo nigeriano in questo momento traumatico. “Prendere di mira bambini, ragazzi e scuole è contro il diritto internazionale ed è un’azione che non può essere giustificata in nessun caso”, afferma il segretario generale.

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La comunità internazionale si sta mobilitando

USA

Il Segretario di Stato Americano, John Kerry, ha chiamato il Presidente Nigeriano, Jonathan Goodluck, Martedi 06 Maggio per dargli il suo sostegno e si è offerto di mandare un team di esperti, per aiutarlo a trovare e liberare le ragazze. 

Inoltre a Capitol Hill 20 senatrici hanno mandato una lettera al Presidente Obama per sollecitarlo a fare pressioni sul governo Nigeriano e alle Nazioni Unite. 

Canada

Il Ministro degli Affari Esteri Canadesi John Baird ha detto che il suo governo è disponibile a dare il suo aiuto fornendo strumenti per la sorveglianza


Gran Bretagna

Sua Maestà Regina d’Inghilterra manderà una squadra di esperti per aiutare il governo nigeriano nella ricerca


Le offerte seguono la richiesta di Goodluck di ricevere aiuti dalla comunità internazionale, dopo che nelle principali piazze del mondo ci sono state proteste. 

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